Psicoterapia

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Annotazioni alla nuova traduzione degli appunti freudiani sul caso dell’uomo dei topi – Stefanie Carrozzi

QUADRIMESTRALE
DIRETTO DA MARCO CASONATO
REG. TRIB. DI URBINO
N. 215 DEL 25-06-2004
ISSN 1123-766X

Libreria C.U.E.U. delle Edizioni QuattroVenti

+39-07222588

La nostra traduzione degli appunti di Freud (1907-1908) sull’Uomo dei Topi si è basata sul testo originale contenuto nel Nachtragsband delle Gesammelte Werke. Per la prima volta si è deciso di procedere alla traduzione delle prime 6 sedute e parte della settima, fino ad ora mai trasposte per la asserita (erroneamente) sostanziale similarità con il Caso clinico pubblicato nel 1909. Tale decisione, presa da Strachey nella sua traduzione dell’opera freudiana per la Standard Edition (1955), è stata reiterata in tutte le versioni italiane precendenti, limitando in tal modo il valore dell’opera completa. Gli appunti mancanti infatti non erano sovrapponibili – come asserito da Strachey – al caso pubblicato, ma comprendono diverse pagine di interessanti notazioni cliniche che nel caso pubblicato in effetti mancano.

Stefanie Carrozzi
Universität Ulm

Uso della I e della III persona

La nostra traduzione si è attenuta il più possibile al testo;  in contrapposizione alla Standard Edition del 1955, il tempo dei verbi e l’uso della prima e della terza persona sono rimasti immutati. Strachey eliminò il tempo presente utilizzato da Freud sostituendolo con un più rigido tempo passato, annullando in tal modo lo stile di scrittura decisamente dinamico di Freud.

Anche l’uso che Freud fa della prima e della terza persona non venne rispettato nella prima traduzione, quando in realtà è molto rilevante dal punto di vista dei coinvolgimenti transferali e controtransferali e nel riconoscimento degli stessi. Il primo concetto di transfert fu elaborato nel poscritto del Caso di Dora, ma la prima evidenza clinica di un ampio uso del transfert nel corso di un’analisi si trova nell’Uomo dei Topi. Non a caso Freud riporta il discorso diretto del paziente in più di una occasione.

Nella seconda seduta il paziente descrive la tortura dei ratti:

“[…] mi sedetti fra due ufficiali di cui uno, un capitano dal nome ceco ma di origine viennese, iniziò ad avere una certa influenza su di me. Ho avuto una certa paura di questo uomo poiché indubbiamente egli amava la crudeltà. […] Durante la sosta iniziammo una conversazione e il capitano raccontò di aver letto di una punizione  particolarmente terrificante che avveniva in Oriente …”.

Il paziente si alza e inizia a vagare nella stanza in preda allo sconforto, e solo dopo alcune insistenze di Freud continua nel suo racconto. Incapace di terminare la descrizione della tortura,  Freud indovina correttamente le ultime parole mancanti “s’inficcavano” (nell’ano). In seguito il paziente, con molta difficoltà, racconta la sua rappresentazione ossessiva, immagina cioè che questa tortura venga inflitta sia all’amata che al padre, morto diversi anni fa. Allo stato di questi fatti, alla fine della seduta, il paziente si rivolge a Freud chiamandolo “Signor Capitano”.

Anche nelle sedute del 22 Novembre e del 21 Dicembre Freud riporta alcuni discorsi diretti, sedute non a caso caratterizzate entrambe da intenso transfert.

DIFFICOLTA’ DI TRADUZIONE

Considerando che la lingua originale dell’opera è il tedesco austriaco degli inizi del ‘900 oltre al fatto che la struttura frastica della lingua tedesca si differenzia molto da quella italiana, ad esempio parole e verbi composti, mancanza del gerundio, frase secondaria con verbo in fondo, si sono presentati diversi e inevitabili problemi di traduzione.

Modi di dire e Prestiti linguistici

La difficoltà a tradurre talune espressioni idiomatiche di origine metaforica è nota; in questi casi si è ricorsi a due procedimenti di traduzione diversi: l’espressione obsoleta “wächts ihm zum Halse heraus”, letteralmente “gli cresce fuori dalla gola” è stata adattata con il neologismo semantico “gli escono dalle orecchie”. Nel caso di “Aste von Bäumen abreissen” (strappare rami dagli alberi) e “sich einen herunterreissen” (strapparsene una), usate in gergo grossolano antico per indicare l’atto masturbatorio, si è proceduti ad un semplice calco traduzione con relativa spiegazione a piè di pagina.

I prestiti linguistici di cui Freud fa uso più volte, ad esempio pince-nez, fait accompli, table d’hote, mesaillance, puellae, parch sono stati mantenuti nelle forma originaria; dato che la maggior parte di queste espressioni non sono assimilate nell’idioma italiano, sono state trasposte nelle note a piè di pagina.

Abbreviazioni

Nel manoscritto sono presenti molte abbreviazioni per contrazione oramai cadute in disuso, ad esempio Bedingg  invece di Bedingung (presupposto), Beruhigg al posto di Beruhigung(rassicurazione), Prüfg  invece di Prüfung (esame), e abbreviazioni per compendio non convenzionali, come Bw per Bewusst (coscienza), Tr. per Trauum (sogno), Ph. per Phantasie (fantasia), O. per Onanie (masturbazione), J per Jahr (anno) e; queste ultime per quanto è stato possibile sono state abbreviate anche nella traduzione italiana, allo scopo di provocare lo stesso processo di focalizzazione dell’attenzione che avviene nel lettore tedesco.

La traduzione dal punto di vista del TCM

Tra le varie attività che hanno caratterizzato la nuova traduzione integrale degli appunti di Freud sul caso dell’Uomo dei Topi vi è stata anche un’analisi del processo terapeutico alla luce dei moderni orientamenti di ricerca sui trascritti in psicoterapia (vedi Casonato & Mergenthaler, 2007).

Il Modello del Ciclo Terapeutico (TCM) è un modello teorico e un metodo di analisi empirica, fondato sull’analisi computerizzata sia dei trascritti verbatim di sedute terapeutiche che delle note di lavoro degli analisti. Il metodo di indagine prevede l’analisi delle trascrizioni per mezzo di un software al cui interno sono presenti dei dizionari elettronici in grado di rilevare e misurare il Tono Emozionale e l’Astrazione, due concetti chiave che si riferiscono rispettivamente all’Esperienza Affettiva e al Padroneggiamento Cognitivo, meccanismi di base alla luce dei quali è possibile interpretare tutti i cambiamenti che occorrono durante il processo terapeutico.

L’utilizzo di una o più parole contenute in ciascuno dei due dizionari è dunque considerato indice di attivazione di processi rispettivamente emotivi (nel caso del dizionario ET) o cognitivo-riflessivi (nel caso del dizionario AB) all’interno delle sedute analizzate. La diversa combinazione di questi due tipi di processi permette di identificare i momenti chiave all’interno di una seduta terapeutica, oppure le sedute più rilevanti nei trascritti di un intero trattamento (Mergenthaler, 1996).

Vengono considerate emotive quelle parole che possiedono una valenza emozionale che possa essere classificata secondo una delle seguenti dimensioni (Sandhöfer-Sixel, 1988): approvazione-disapprovazione, piacere-dispiacere, attaccamento-distacco e sorpresa; possono far parte di qualsiasi gruppo grammaticale: possono essere aggettivi (bello), avverbi (dolorosamente) o verbi (distruggere). Tali parole vengono suddivise in due categorie, a seconda della valenza positiva o negativa; le parole emotive con tonalità positiva sono codificate come è  1, mentre le parole emotive con tonalità negativa sono codificate come è  2.

Sono considerate parole astratte tutti i sostantivi che si riferiscono a concetti e realtà che non possono essere percepiti direttamente con i sensi, così come i nomi che indicano categorie generiche di oggetti o entità; esse devono essere esclusivamente sostantivi, e possono essere neutre codificate come  è  3,  avere valenza positiva codificate come  è  4 o negativa codificate come è  5 .

Mergenthaler (1998) ha approfondito lo studio dell’azione terapeutica delle emozioni, attribuendo un diverso ruolo alle emozioni positive ed a quelle negative. Le emozioni positive organizzano la struttura cognitiva in maniera flessibile e defocalizzata, cioè ampliano la gamma dei pensieri stimolando la creatività e il problem solving. Le emozioni negative favoriscono la focalizzazione dell’organizzazione cognitiva e facilitano il ricordo di episodi relazionali, sogni o di materiale autobiografico. L’astrazione infine è considerata espressione di un processo razionale di riflessione che aiuta a comprendere aspetti di sé e della propria situazione. (Mergenthaler, 1998).

In linea con la teoria di Mergenthaler, è stata posta particolare attenzione nel mantenere la traduzione più letterale possibile, allo scopo di non alterare nella versione italiana l’originale classificazione delle sopra citate due categorie nei dizionari elettronici. Nonostante ciò si sono presentati diversi problemi tecnici, di origini semantico-lessicali, di cui sotto riportiamo alcuni esempi.

Incongruenze di classificazione:

a) Evitare(2) lo spergiuro(3) – Eidverletzung(3) ersparen(1)

Il verbo è stato classificato in due categorie diverse; ciò è dovuto al fatto che la traduzione letterale di “ersparen” è “risparmiare” che è a valenza positiva.

b) In realtà(3) – eigentlich (n.c.)

La traduzione letterale di “eigentlich” è “veramente”, ma può essere equiparata ai nostri modi di dire “in realtà” e “a dire il vero”. In questo caso sia “realtà” che “vero” (inteso come sostantivo) vengono classificati nella categoria 3.

Parole composte:

Nella lingua tedesca ci sono molti sostantivi composti che possono essere formati da due, tre, o anche più parti. Unendo parole diverse, si possono creare nuovi vocaboli di significato autonomo rispetto a quelli di partenza. Non essendo l’italiano una lingua agglutinante, la traduzione dovrà fare ricorso alle voci specifiche e soprattutto alle perifrasi. Tenendo presente che le parole dal significato riconducibile alla categoria “malattie” non devono essere classificate, riportiamo alcun esempi:

a) Zwangsideen (n.c.) – Idee (3) ossessive (n.c.)

b) Unklarheit (5) – Poca (n.c.) chiarezza (4)

c) Zwangsvorstellung (n.c.)  – Rappresentazione (3) ossessiva (n.c.)

d) Abwehrkampf (n.c.) – Lotta (5) difensiva (n.c.)

3) Wunschkarakter (n.c.)– Caratteristica (3) del desiderio (4)

Da ciò si deduce che comparando la versione tedesca con quella italiana, saranno osservabili diverse differenze  di classificazione che altereranno lievemente i pattern emozione-astrazione presenti nel ciclo terapeutico.

Verbi composti

Il tedesco, così come per i sostantivi, forma verbi legando tra di loro non solo parole che appartengono alla stessa categoria, cioè verbo + verbo, ma legando tra di loro anche parole che appartengono a categorie completamente diverse, come ad esempio anteporre al verbo base dei prefissi di derivazione cambiandone completamente il significato. Spesso questi verbi composti sono separabili e il prefisso viene posto alla fine della frase; i dizionari non riconoscendo la parola composta, classificano il verbo principale senza tenere conto del prefisso. In questi casi bisogna procedere manualmente nella classificazione.

 

Conclusioni

Alla luce di quanto descritto fin’ora, possiamo affermare che è preferibile applicare il metodo del TCM sulla versione originale ed utilizzarlo sulla versione tradotta  a scopo comparativo, mettendo a punto una traduzione capace di veicolare le emozioni del testo tedesco con maggior efficacia. Ciò apre una nuova modalità di fare riscontro sulle traduzioni d’autore e nuove prospettive nel miglioramento delle procedure di traduzione.

In questo modo si faciliterà sicuramente l’avvento di sviluppi nell’ambito della ricerca psicoterapeutica e psicoanalitica, in quanto i metodi propri dell’analisi computerizzata del contenuto permettono di ottenere molte informazioni di carattere qualitativo e quantitativo che potrebbero rivelarsi proficue se non addirittura essenziali nel processo di traduzione di autori classici.

Bibliografia

Casonato M., Gallo I. (2005), L’analisi computerizzata del processo terapeutico, Quattroventi,             Urbino.

Casonato M., Mergenthaler E. (2007), La tecnica standard a cent’anni di distanza, Setting (24), pp.41-64.

Freud S. (1907-8), Appunti di lavoro del 1907-8 (nuova traduzione integrale) in Casonato M.,   Mergenthaler E. (a cura di), Freud e l’Uomo dei Topi, Quattroventi, Urbino 2008.

Freud S. (1907-8) [1955] “Originalnotizien zu einem Fall von Zwangneurose “Rattenmann”, Gesammelte Werke, vol 7, Fischer verlag, Frankfurt am Main pp. 505-569.

Freud S. (1907-8), Appendice: Appunti di lavoro del 1907-8, OSF, vol.6, Bollato Boringhieri, Torino, pp.76-124.

Mergenthaler E. (1996), Emotion-Abstraction Patterns in verbatim protocols: A new way of describing psychoterapeutic process, Journal of Consulting and Critical Psychology, 64 (6), pp. 1303-1315.

Sandhöfer-Sixel, J. (1988), Modalitat Und Gesprochene Sprache: Ausdrucksformen Subjektiver Bewertung in Einem Lokalen Substandard Des Westmitteldeutschen, F. Steiner Verlag Wiesbaden.

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